Parma

Amo tanto la mia città, anche se non sempre andiamo d’accordo. A volte la odio, perché è piccola e provinciale, me la prendo con lei perché l’accuso di avermi tarpato le ali, oppure mi arrabbio quando la vedo cambiare troppo. Ma la verità è che è talmente bella per me, che non riesco a odiarla…

L’arte di perdere (e altri consigli per la sopravvivenza)

È arrivato il momento del sovraccarico. Giorni, mesi a correre e fare, per poi ritrovarsi completamente sfiniti e persi, con la mente offuscata e pesante. Come se in realtà non avessimo fatto nulla. Per non parlare del costruire: pura fantasia. Certe volte per superare i problemi o per affrontare la vita con le spalle sufficientemente…

Tardi in base a cosa?

Come va il rinnovamento, mi chiedono a volte. Va, va bene, va lento, va a momenti, va alla grande. Non c’è una risposta esatta e costante, segue il flusso dei miei sbalzi d’umore, degli entusiasmi e degli incoraggiamenti (da me e per me). Devo dire però che la carica non mi molla e che nonostante…

Un tesoro tutto mio

Ho ritrovato un piccolo scrigno prezioso, come sono felice. Mi è venuta la nostalgia. Ho trovato i miei vecchi blog. Anche se “trovare” non è proprio la parola giusta, i blog non si perdono, i diari si perdono, si mettono dentro a scatoloni, si chiudono nelle cantine. Così sì che si perdono. Ma i blog…

Social media che?

Essere un social media manager, oggi, vuol dire tutto e vuol dire niente. È una professione, c’è, esiste, persa in una moltitudine di definizioni e di sottodefinizioni; dall’altra parte, un po’ com’è stato per fotografi e dj, il social media manager spesso è il classico lavoro improvvisato. Del cugino nerd, di quello che da un…

Un cielo d’estate

Adesso a casa c’è solo silenzio o suono artificiale, che ogni tanto azzittisco col pulsante “muto” e allora rimane solo il silenzio, con il ronzio del condizionatore. A casa l’aria è calda e appiccicosae sbirciando fuori il cielo è quasi denso, ma molto bello, da guardare a distanza. Non ha una base ed è tutto teso,…

In un bel giorno di primavera

Sono andata a mangiare un gelato da sola. Che di per sé non è una grande rivoluzione, mi rendo conto. In realtà per me la è. Piccola, ma la è. A me non piace mangiare il gelato da sola, non mi piace in generale mangiare da sola se sono in posti pubblici. Anche se in…

Mani

Aveva le mani da persona buona. Tozze e grosse come quelle di un gigante gentile. Di quelle mani un po’ brutte ma che sembrano fatte apposta per accogliere. Lei invece le aveva molto piccole, affusolate e fredde. Da tenere in tasca. Le mani nervose delle persone insicure. Così quando lui prendeva le mani di lei…

E allora

Il modo in cui Paolo Nori dice E allora. Che rivela tutta la sua parmigianità.

Notte

Bisogna scrivere in punta di dita, ma con molta volontà e consapevolezza. Bisogna impegnarsi per tenere tutto in bocca, chiuso nella palude dei pensieri e nel loro groviglio insanguinato. Una pioggia freddissima mi ha sconvolta, sconcentrata. Con la puzza della lana bagnata nelle narici, il vapore ghiacciato, il fumo di sigaretta e l’odore della notte quando in…

Dire. Fare.

Qualche anno fa scrivevo tutto quello che mi capitava. Descrivevo le strade, le persone, ironizzavo sulle piccole sfighe quotidiane. Raccontavo di innamoramenti strazianti, di stelle a portata di dita, osservate da un balcone qualunque di un albergo anonimo. Mi ricordo bene la prepotenza con cui le parole uscivano dalle dita, si imprimevano sulla carta, o…

Con la nebbia

Che belle le scoperte. Meravigliosi barlumi in mezzo alla nebbia. Illusioni, mondi immaginati, paradisi ricamati con fili invisibili e sgargianti. Questo. Come ricordi mai vissuti, frasi mai dette, storie mai raccontate che si tirano dietro un’eco rimbombante di emozioni ancora vergini, di illibato splendore. Molto vivide, sì. Completamente inconsistenti. Quando conosci, senza sapere. E lì…