Del mettersi in discussione. Ma mica poi troppo

Sono un campioncino per quello che riguarda i dubbi esistenziali. Quello che faccio, secondo me, non è mai ok. È sempre troppo qualcosa. Troppo poco, troppo personale e via dicendo… c’è sempre un “troppo” negativo a farmi svalutare le cose. Ma è giusto? Non credo. Mettersi in discussione penso sia un ottimo modo per guardarsi con occhio critico e spronarsi a fare sempre meglio, ma se si finisce per autodistruggersi, si ottiene il risultato opposto. A volte la percezione sbagliata di inadeguatezza e incompletezza vince sulle qualità che sicuramente abbiamo. Ma è tutta una questione di allenamento, di organizzazione e di capacità critica, appunto.

Recentemente ho partecipato a un corso di Social Media Marketing. È un settore che conosco, nel quale lavoro e che mi piace da matti, quindi lo voglio continuare a studiare e approfondire; ancora una volta però, non mi ci riesco a dedicare come vorrei perché le paure e le insicurezze sono troppe. Così ho deciso di partecipare a questo corso. Proprio questo, specifico. Volevo lui. Si è svolto a Milano e la docente è Enrica Crivello. Lo volevo perché lei mi piace davvero tanto, è una brava professionista e sapevo di mettermi in buone mani. Poi era a Milano, cosa che implicava uno spostamento, in un certo senso uno“sforzo fisico”. Lo vuoi? Bene, allora vattelo a prendere. Così ho fatto e non mi sono per niente pentita. Anzi. Questo corso mi ha smosso qualcosa dentro, mi ha dato più sicurezza e voglia di fare. Mi ha dato una spinta, un incoraggiamento. E mi ha fornito anche competenze, certo: come prevedevo Enrica è davvero brava, competente e appassionata. Ma sta a me adesso mettere in pratica la formazione che ho acquistato e devo dire che in classe ho trovato mille stimoli, molle che mi stanno facendo saltare. Tutti partiamo da zero, è un’ovvietà che spesso ci tira giù e anziché consolarci ci fa sentire inadatti. Invece io proprio da lì voglio ripartire. Avevo bisogno di un incoraggiamento e l’ho trovato: è stato importante per ridimensionare me e quello che faccio, rendendomi conto che i dubbi che ho in realtà ce li hanno tutti.

Adesso arriva la parte più difficile. Sicuramente non smetterò di demolirmi così di punto in bianco, ma voglio che le domande che mi faccio prima di dedicarmi a qualcosa siano costruttive, incoraggianti e consapevoli.

L’autunno mi fa questo effetto adrenalinico. E sull’onda dell’entusiasmo ho comprato anche Kakebo, per imparare a gestire le finanze domestiche. L’ottimismo non è mai troppo, pare 😉

 

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